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Aspetti artistici

VILLA DA PORTO CASAROTTO

Villa CasarottoSituata in località Pilastroni, si eleva al termine di uno scenografico viale rettilineo che si diparte dalla Statale Marosticana.
La monumentale fabbrica neopalladiana opera dell'architetto Ottone Calderari, che la eresse nel 1770, è caratterizzato dall'ampia scalinata che accede ad un maestoso pronao jonico.
Nel suo progetto originario, la villa avrebbe dovuto essere affiancata da due ali rientranti, che avrebbero dato una incredibile maestà all'edificio. Cappella CasarottoPer varie vicende, l'edificio non fu mai completato.
Nel 1776 lo stesso architetto edificò la notevole cappella gentilizia, staccata dall'edificio principale e caratterizzata da fregi e statue di Francesco Leoni. Si tratta di un’opera assai indovinata ed equilibrata nelle forme. Nell’interno vi sono stucchi e affreschi e sull'altare una pala del pittore Giacomo Ciesa.
A sinistra della Villa sorge un grande rustico della fine del Settecento, dominato al centro da un orologio.

VILLA DA PORTO PEDROTTI

Villa PedrottiNella frazione di Vivaro, preceduta da un lunghissimo rettilineo, si erge all'interno di un bellissimo ed antico parco romantico la stupenda villa cinquecentesca di impronta palladiana dei Da Porto.
Nel 1554 Paolo Porto spartisce con i propri fratelli l’eredità paterna acquisendo un fondo a Vivaro, a nord di Vicenza, dove nei quattro anni seguenti realizza una villa che la tradizione vorrebbe progettata da Palladio.
Il conte Paolo Porto, uno dei più potenti canonici della Cattedrale (nel 1550 è sul punto di diventare vescovo) è uomo colto e sofisticato, trascorre molto tempo a Roma dove è amico del cardinale Alessandro Farnese, e fra i suoi amici e parenti vicentini annovera committenti palladiani di primo piano come Giangiorgio Trissino, Biagio Saraceno, Bernardo Schio o Girolamo Garzadori.
Questa circostanza è portata a sostegno della paternità palladiana della villa, che peraltro non risulta documentata né da disegni né da riferimenti indiretti.

L’architettura della villa pone più dubbi che certezze, mostrando diverse fasi costruttive successive che rendono ardua l’individuazione di un eventuale originario progetto palladiano: il pronao, ad esempio, si innesta con evidente discontinuità sul corpo dominicale.
Il corpo centrale ha impostazione coerente allo stile dell'architetto, ma la critica sottolinea diversi elementi di dubbio che rendono incerta l'attribuzione. La fase costruttiva cinquecentesca si esaurisce con l'edificio padronale. I corpi laterali sono aggiunta ottocentesca dell’architetto Caregaro Negrin, che si ispira ai disegni dei Quattro Libri dell'Architettura per la villa Pisani di Montagnana.
Alla Villa è annessa la cappella gentilizia dedicata a San Gaetano Thiene.
L’altare è ottocentesco e conserva un dipinto giovanile di Francesco Maffei.

VILLA MONZA

Villa MonzaDel 1715, costruita per volere dei fratelli Monza, viene attribuita all'architetto Francesco Muttoni.
I tre piani della costruzione s' innalzano nel centro segnato da loggia ionica al pianterreno; finestre con elaborate cornici al piano nobile, terzo piano sormontato da frontone decorato di stemma gentilizio e statue acroteriali della scuola del Marinali.
All'interno, sotto strati di calce, si nasconderebbero affreschi attribuibili, secondo alcuni, al Carpioni.
Attualmente è sede del Municipio ed è visitabile negli orari di apertura al pubblico degli uffici.
L'iscrizione dell'architrave indica il nome dei primi proprietari e l'anno di compimento dell'edificio: Pavlvs et Carolvs Montia fratres mvtii filii anno salvtis MDCCXV.
Nel prospetto verso la piazza, il settore centrale sovrasta verticalmente in modo lieve le due ali laterali e si evidenzia per l'addobbo plastico e l'animazione chiaroscurale, quale parte “nobile” e saliente della fabbrica. Esso consta di tre piani ed è concluso da frontone, ornato ai vertici da tre statue della scuola del Marinali. Rappresentano la Prosperità al centro, la Temperanza a sinistra e l'Abbondanza, a significare i valori del luogo, dei suoi Signori e di una virtuosa vita in villa.
Oltre la breve gradinata, dal profilo mosso, si apre il portico, animato con effetto chiaroscurale da sei colonne ioniche: due singole, alle estremità, e due binate, al mezzo. Al piano nobile ci sono tre alte finestre fra cui spicca la centrale, a foro centinato, affiancata da pilastri obliqui sorreggenti una voluta. Riquadri decorativi prolungano lo scatto verticale, sopra le cimase e al secondo piano, dove una semplice finestra al centro fa da contrappunto al piano nobile. A sinistra del prospetto corre il porticato con arcate a pieno centro e bugne rustiche in cotto. Eleganti stucchi rococò, completano il portico centrale. Il settore centrale sporge debolmente sui laterali, ma assume rilevanza grazie al portale centinato, che s'imposta sulla breve gradinata, le tre finestre del piano nobile, sono fornite di balaustre aggettanti. La finestra centrale termina a foro centinato ed è ornata di cornici modanate. Tutto intorno alla villa vi erano zone riservate a parco con statue (le due rimaste si trovano ora nel portico), a peschiera e zone riservate a orto e campagna. L'attribuzione della fabbrica oscilla tra Giuseppe Marchi e Francesco Muttoni assai più probabile.
Una lapide, affissa in una sala del consiglio il 12 maggio 1881, ricorda i dodici quadri raffiguranti i maggiori antenati della famiglia Monza, donati degli eredi di Alberto Monza.
I dipinti sono tuttora visibili nella sala a piano nobile e nelle altre stanze dell'antica villa.
L'edificio fu acquistato dal comune nel 1872 e ne diventò la sua sede ufficiale negli anni successivi fino ad oggi.

Villino Rossi

VILLINO ROSSI

A Povolaro, perfettamente restaurato, sorge il Villino Rossi, interessante ed originale dimora di campagna seicentesca, a metà strada tra la villa nobiliare e l'architettura spontanea rurale. Il corpo residenziale è caratterizzato da un portico costituito da cinque arcate a tutto sesto sorrette da colonne; al piano superiore si apre una loggia di sapore vagamente toscaneggiante, che ripete la scansione dell'ordine sottostante, sempre con colonne di analogo stile reggenti l'architrave su cui poggia il tetto. All'interno, restaurati, affreschi di mano locale. I corpi laterali sono di qualità nettamente inferiore, ma, specialmente nelle ex stalle, sicuramente interessanti per tipologia e dimensioni.
Il complesso, dopo il restauro, oggi ospita le numerose associazioni di Povolaro, tra le quali il famoso Complesso Bandistico Vincenzo Bellini, che da oltre un secolo onora con la sua qualità musicale la nostra comunità.

                                     VILLA FADINELLI - BERDINVilla Pedrotti

 Di stile neoclassico, la villa venne costruita in frazione di Povolaro dl nobile Bonaventura Fadinelli, Vicario del Vescovo di Vicenza, alla fine del '700. Ancor oggi la villa è racchiusa da un bel parco, sul quale si apre la poderosa facciata, al centro della quale spicca la loggia pentapartita su colonne, sovrastante un porticato simmetrico ad archi.

VILLINO COLPI SALVETTIVilla Pedrotti

 La famiglia Colpi-Salvetti ha lasciato alla comunità di Povolaro un notevole patrimonio, tra cui anche questo villino di belle forme, restaurato qualche anno fa dal comune per ospitarvi una comunità di suore al servizio della locale scuola materna comunale. Caratteristica l'armooniosa trifora che si apre sul parco.

 Villa Pedrotti

CHIESA PARROCCHIALE DI DUEVILLE

 Costruita tra il 1928 ed il 1955, la grande chiesa dedicata a S.Maria si distingue soprattutto per gli interni monumentali e per gli affreschi del Pegrassi.

L'affresco dell'abside, che ha una dimensione di ben 263 mq, dipinto da Agostino Pegrassi nel 1945, rappresenta l'apoteosi celeste e terrena della Madonna. Notevole anche l'affresco rappresentante il Battesimo di Gesù, nella cappella del Battistero.Sul retro, all'interno dell'abside della precedente chiesa parrocchiale, è visitabile Evangelium, un eccezionale "presepio" con statue semoventi in scala 1:1, che non si limita alla sola Natività, ma percorre  i momenti focali della Bibbia e l'intero arco della vita di Cristo.